Questo territorio visto dai 3.841 mt. del Monviso, toglie il fiato. Lo spettacolo offerto dal monte che ha visto nascere non solo il fiume Po, ma anche il Club Alpino Italiano, fondato dallo statista biellese Quintino Sella, è meraviglioso. Forse per questo, la zona ai piedi del Pian del Re, ha ricevuto nel corso della storia un'attenzione speciale da parte delle generazioni che si sono succedute, dando vita e forma a cittadine come Saluzzo, Savigliano, Fossano ed altri centri minori. Tutte ricche di bellezze architettoniche ed artistiche dai castelli di Saluzzo, Manta, Lagnasco, Maresco, Racconigi, alla fortezza degli Acaja a Fossano, oltre a numerose residenze fastose e chiese monumentali.
Sicuramente l'opera dell'uomo ha integrato l'aspetto naturale di questi luoghi esaltandoli.
Dalle rocce delle valli del Po e del Varaita, infatti, s'arriva in fretta a scollinare tra vigne e campi di lampone e mirtillo, poi il pendio s'arrende alla piana coltivata a mais e frutteti. Il paesaggio geometrico delle colture cambia colore con le stagioni e ben si sposa con il verde delle asperità alpine.
Infine, ecco le tre sorelle maggiori vestite di arte, cultura e tradizione medioevali.
Entrando nella Terra del Marchesato s'incontra Saluzzo, città raccolta e rimasta quella del “Chevalier Errant” e delle giornate al palazzo dei marchesi. Imbellita da palazzi e portici antichi, dal castello e dal gotico del bel San Giovanni. Non a caso i suoi abitanti amano riandare con nostalgia a Ludovico, governatore saggio ed illuminato.
Viaggiando verso il cuore della provincia s'incontra Savigliano, città della Terra dei Savoia, anch'essa ricca d'arte e di storia, dove l'itinerario della memoria parte da piazza Santa Rosa, antico cuore medioevale e del centro storico della città.
Scendendo verso sud si raggiunge Fossano. Nella città degli Acaja, situata sul promontorio che domina la pianura tagliata dal fiume Stura, in giugno sfoggia il Palio che invita il turista a viaggiare a ritroso nel tempo percorrendo borghi e contrade che da dietro un androne, o il fossato d'un maniero, rivive storie piccole e grandi, echi di battaglie, squilli di fanfare, madrigali di trovatori, vociare di maniscalchi, brusio d'operose botteghe d'ebanisti, carradori, tipografi.
L'artigianato e l'enogastronomia completano la ricchezza della storia e dell'arte di questo territorio. Fabbri e mobilieri firmano le loro opere con raffinatezza e buon gusto. Mobili rustici e manufatti in ferro battuto sono conosciutissimi ed apprezzati dagli intenditori più pignoli. Mentre in qualche rara bottega si possono ancora trovare piccoli tesori d'arte, quali: oggetti sbalzati in peltro e incisioni su lastra in oro e argento.
Relativamente all'enogastronomia, oltre ai rinomati prodotti agricoli, troviamo i formaggi d'alpeggio, ottimi frutti del sottobosco come funghi, castagne, lamponi e mirtilli.
Piatti tipici montani sono la polenta concia, le ravioles occitane e i funghi. Ad accompagnare i piatti della cucina tradizionale ed occitana non mancano vini di classe dalle storiche origini, come il Quagliano ed il Pelaverga della valle Bronda, ora “Colline Saluzzesi doc”.
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